La Bondtech INDX Founder’s Edition è finalmente disponibile! Congratulazioni di cuore ai nostri amici di Bondtech! 🙂
Ora che abbiamo superato questa tappa fondamentale, passiamo alla fase successiva: il lancio del Kit di conversione INDX “standard” per CORE One/+. Dal momento che l’uscita della Founder’s Edition è stata posticipata, abbiamo dovuto adeguare anche la nostra tabella di marcia. Le prime unità dovrebbero lasciare la nostra fabbrica entro la fine di luglio, e siamo ancora in linea con i tempi previsti per spedire l’intero primo lotto entro la fine di agosto.
Questo è un modello reale realizzato con INDX e posizionato sul fondale marino – non vi preoccupate, non l’abbiamo lasciato lì 😉
Visto che ho già iniziato a scrivere questo articolo e che negli ultimi mesi INDX ha sfornato una stampa dopo l’altra nel nostro ufficio, ho pensato che fosse il momento perfetto per parlarvi un po’ di più dei miglioramenti e aggiornamenti apportati a INDX da quando l’abbiamo annunciato. Insomma, abbiamo lavorato sodo. Certo, alcune cose riguardavano la ricerca di componenti migliori e altre questioni simili legate alla produzione. Ma probabilmente non è questo che vi interessa di più.
Diamo invece un’occhiata a un po’ di roba davvero figa.
La situazione attuale
I nostri partner di Bondtech hanno iniziato a spedire INDX Founder’s Edition e le prime unità sono già nelle mani dei primi acquirenti. Nel frattempo, continuiamo a perfezionare l’esperienza d’uso. Il nostro obiettivo principale sono i profili di stampa: migliorare la qualità di stampa del PLA, aggiungere materiali più avanzati e offrire una gamma più ampia di diametri degli ugelli.
Come sempre, potete contare sul nostro supporto per i mesi e gli anni a venire. Inoltre, raccogliamo costantemente feedback e orientiamo i nostri sforzi dove serve: un ringraziamento speciale alla nostra community per essere così attiva su Reddit e Discord!
Abbiamo presentato l’INDX in ogni occasione possibile, così avete potuto vederlo in funzione mentre effettuava migliaia di cambi di strumento in tempo reale.
Ecco un paio di cose che forse potrebbero esservi sfuggite:
Nuovo pannello di docking
Si tratta di un aggiornamento piccolo ma piuttosto pratico: il pannello frontale è meno ingombrante, consentendo una visione migliore degli strumenti parcheggiati e anche dell’interno della stampante. Comunque, la soluzione migliore rimane quella di montare la fotocamera Buddy all’interno della camera oppure di posizionare la stampante su una scrivania facilmente accessibile e aprire la copertura incernierata.
Il vostro community manager preferito, Tommy, ha registrato un breve video in cui spiega le novità, quindi vi invitiamo a dargli un’occhiata: sia al nuovo design che al ragazzo che risponde instancabilmente ai vostri commenti su Reddit, giorno e notte. 😉
Il pulitore ugello e il cestino dei rifiuti
Abbiamo sempre cercato modi per ridurre al minimo gli scarti di plastica derivanti dalle stampe multimateriale. Anche se la XL può arrivare a stampare senza produrre alcun scarto, richiede filamenti ben essiccati con un’umidità minima, quindi spesso si usa una torre di pulitura. Tuttavia, l’INDX espelle una quantità di materiale talmente ridotta che una normale torre di pulitura risulterebbe molto instabile. Dovremmo espellere molto più materiale, ma questa non era un’opzione praticabile. Ecco perché abbiamo deciso di implementare qualcosa che sia più veloce, più efficiente e che mantenga gli ugelli sempre puliti: un cestino dei rifiuti con un pulitore ugello in silicone.
Perché è necessario tutto questo, vi chiederete? Prima che ciascuno degli ugelli riprenda a stampare, la pressione al suo interno deve stabilizzarsi: questo processo si chiama “priming”. È necessario eseguire il priming dell’ugello per mantenere la stessa qualità della superficie su tutta la stampa.
Il contenitore è abbastanza capiente da contenere i granuli di priming di un paio di lavori di stampa più piccoli o di uno solo più grande. Stiamo anche preparando un’opzione alternativa, più capiente, che si inserirà nel pannello laterale della stampante. Il firmware è già pronto per questo: c’è un’opzione nel menu per un contenitore dei rifiuti “esteso”, nel caso vogliate provare a realizzarne uno fai-da-te prima che sia disponibile un modello ufficiale.
Ribadiamo che i granuli di priming sono incredibilmente piccoli e leggeri, molto più di qualsiasi altra soluzione concorrente sul mercato. Il peso medio è di circa 0,013-0,015 g.
Sono gli scarti a fare la differenza
Immaginate di dover buttare via quasi un’intera bobina di filamento ogni volta che stampate qualcosa con più colori. Questa è la triste realtà di alcune delle soluzioni multicolore più economiche.
Abbiamo preso cinque diverse stampanti 3D e le abbiamo messe alla prova usando un modello tipico che un utente di stampanti 3D probabilmente stamperà prima o poi – le differenze sono enormi. Nella foto qui sopra, il modello finale pesava 81,7 grammi, mentre la quantità totale di scarti prodotti poteva arrivare fino a 696,4 g. A seconda del prezzo del vostro filamento, si tratta di circa 10-25 € buttati via ogni volta che stampate qualcosa di moderatamente complesso. INDX vince chiaramente con solo 29 g di scarti.
Nel caso del Rocket Engine, l’INDX produce quasi 30 volte meno scarti rispetto all’opzione che ne genera di più. Nel primo caso si sprecano 842 g di filamento, quasi una bobina intera.
Per correttezza, vogliamo precisare che non tutti gli oggetti producono la stessa quantità di scarti per oggetto stampato, ma le differenze sono comunque piuttosto notevoli. Per il nostro confronto, abbiamo usato i profili di stampa predefiniti suggeriti dal produttore, senza apportare ulteriori modifiche.
Calibrazione automatica dell’offset dello strumento
Un’altra novità importante introdotta dopo la presentazione iniziale di INDX è la scheda per la calibrazione automatica dell’offset: il Tool Offset Sensor. Si tratta essenzialmente di un piccolo dispositivo elettronico in grado di misurare l’offset di ogni singola testina con precisione assoluta; ad esempio, non viene influenzato da un ugello sporco. Crediamo che agli utenti di INDX piacerà sostituire gli ugelli per affrontare vari progetti: offrire una calibrazione completamente automatizzata ha davvero senso.
Si tratta di una soluzione molto più veloce rispetto, ad esempio, a un perno di calibrazione. La calibrazione dell’offset dello strumento si svolge in diverse fasi: per prima cosa, c’è la calibrazione della posizione Z dell’offset dello strumento tramite il sensore a cella di carico. Poi segue una scansione sull’asse X direttamente sopra il sensore induttivo, seguita dalla stessa operazione sull’asse Y. Ogni scansione viene eseguita quattro volte: avanti e indietro, poi di nuovo a velocità ridotta. Questo ci permette di eliminare gli errori causati dal ritardo di misurazione rispetto al movimento dello strumento. Il segnale viene filtrato ed elaborato.
La calibrazione dell’offset degli strumenti viene eseguita all’inizio di ogni stampa (l’ugello viene pulito con il nuovo Pulitore ugello) per assicurarci di avere sempre a disposizione valori aggiornati. Questo significa che gli utenti possono cambiare gli strumenti (ugelli) tra una stampa e l’altra senza alcun tipo di inconveniente.
Con questa soluzione, stiamo ottenendo una precisione eccezionale e risultati costanti. La prova migliore è che INDX è perfetta per ColorMix, che richiede una stampante altamente precisa.
Una piccola nota a margine: avevamo preso in considerazione l’uso di una fotocamera, ma il sensore induttivo è meno sensibile ai residui di filamento, quindi abbiamo optato per quello. D’altra parte, la misurazione induttiva è sensibile alle interferenze elettromagnetiche, quindi prima di ogni misurazione disattiviamo il riscaldamento induttivo ultraveloce della nuova testina INDX e la regolazione PWM del piano di stampa.
Abbiamo anche registrato un video facile da seguire che spiega come completare la configurazione guidata iniziale. Inoltre, se siete curiosi, è già disponibile online l’intera guida all’installazione passo dopo passo. A detta degli utenti, il tempo di installazione è di solito di circa 5-6 ore.
EasyPrint, PrusaSlicer e ColorMix
Nei mesi che hanno preceduto il lancio di INDX, abbiamo dedicato molto tempo a ottimizzare e migliorare l’esperienza utente con il nostro software di slicing. Gli aggiornamenti principali per EasyPrint e PrusaSlicer hanno completamente rivoluzionato il modo in cui si utilizzano i colori nelle stampe, consentendo di scegliere tra decine di tonalità.
La nostra implementazione si chiama ColorMix, e usa un metodo chiamato “Halftoning” (o Retinatura) per produrre stampe davvero fantastiche.
Con l’INDX a 8 strumenti, è possibile arrivare fino alla configurazione CMYKW+RGB, sbloccando una tavolozza di colori davvero vastissima.
Se vi siete persi il nostro articolo e il video, recuperateli – è l’esempio perfetto di quanto si possa realizzare con una stampante 3D.
E un’altra cosa con cui potete giocare: la nuova Color Mix Shading app – permette di creare effetti davvero unici usando luci virtuali e ombreggiature integrate.
Prossimi aggiornamenti
Stiamo lavorando sodo per risolvere gli ultimi problemi e preparare ulteriori set di profili di stampa per PrusaSlicer. Abbiamo appena rilasciato un nuovo firmware (6.6.1), e molto presto aggiungeremo altri quattro profili di stampa.
Vi ricontatteremo anche riguardo alla soluzione con il cestino dei rifiuti più capiente, e ci sono altre caratteristiche tecniche interessanti di cui vorremmo parlare, ma ne parleremo la prossima volta.
Vi terremo aggiornati non appena ci avvicineremo alla data di spedizione: ora ci stiamo concentrando completamente sulla consegna del primo lotto di unità.















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